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In effetti, la risposta non è ovvia, specialmente abituati come siamo a pensare a découpage come uno stile rustico, "country" o "shabby chic". In più, siamo bombardati da libri e riviste che promettono il découpage "facile", "veloce" da fare in un pomeriggio o, al massimo, nell'arco di una fine settimana.
E bene, vi dico subito che questo non è il mio modo di fare découpage. Prendendo spunto dalla riscoperta di una cucina tradizionale, genuina, direi che faccio "slow découpage". Quello che riporta alla tradizione artigianale italiana (veneta) da cui nasce quest'arte. Quello che richiede tempo, pazienza e la consapevolezza che la perfezione assoluta non appartiene all'esperienza terrena. La nostra vita è una ricerca continua della perfezione; alcuni la cercano nei modelli dei mass media di una bellezza plastica, superficiale ma altri, forse con l'età, cominciano a capire che la bellezza della vita sta proprio nelle imperfezioni, le quali però messe insieme costituiscono la perfezione del concetto divino dell'evolversi, del ciclo della vita. Con il passare del tempo, la natura, e anche le opere dell'uomo, mutano, diventando più belle perché in armonia con la natura stessa. Questo è wabi-sabi.
Lo ammetto volentieri: sono arrivata a questo approccio perché quando avevo cominciato a fare il découpage, rappresentava per me una sorta di terapia. All'età di 45 anni, mi ero re-iscritta all'università per prendere finalmente la laurea che avevo lasciato nella mia gioventù. Ma le pressioni di famiglia (due adolescenti), casa e lavoro (faccio la traduttrice), più il tempo per studiare mi avevano spinto verso un collasso fisico-mentale. Ancora una volta ho deciso di abbandonare gli studi, ma cercavo un'attività di sfogo, qualcosa di creativo per staccare il cervello ormai sovraccaricato.
E l'ho trovato con il découpage. Il piacere materico di lavorare con il legno, la terracotta, il vetro, la latta -- preparare gli sfondi carteggiando, colorando, poi la composizione del disegno e, soprattutto, le infinite mani di vernice per "affogare" i ritagli, la carteggiatura e lucidatura. Tutto mi dava un senso di pace ma anche la soddisfazione di aver creato qualcosa di bello con le mie mani.
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